Collana Chiara
Carmine De Falco - Italian Day   Prezzo: 8.00 eu
Collana Chiara - poesia italiana contemporanea

CARMINE DE FALCO, Italian Day

ISBN 978-88-96263-03-7
pp. 44, € 8,00


''In quest’opera pare davvero di immergersi in un Inferno dantesco, solo che nessuna pena del contrappasso viene inflitta, nessuna speranza offerta a una società vacua e priva di ideali, dove gli unici valori di riferimento paiono essere il denaro, la mercificazione e l’apparire. Il tutto (come dice il sottotitolo) è vissuto nell’arco di una giornata: ''Mattino'', ''Pomeriggio'', ''Sera'', con all’interno l’intermezzo ''Ape''. Vari personaggi si susseguono, tratti dalla nostra esperienza del quotidiano. Come Enrico, che “è già rientrato da un pezzo / quando la solita sveglia comincia / a strillare, racchiare le orecchie / ancora il riflesso negli occhi / di donne che scorrono nel monitor / indifferentemente grigio / sulla battigia del dormiveglia è questo / non l’eco di un sogno nutrito / dalle autostrade veloci dei bit. [...]”; tutti sono preda delle televisioni, schiavi di una società che fatica a distinguere il vero dal falso, la vita quotidiana dal reality: “ [...]

dalla bandella di Luca Ariano


[...]
Linguaggio informatico e gergale, poetico e architettonico, giovanile e quotidiano, neologismi e anglismi si fondono creando uno scenario prismatico, una sorta di ipertesto. ''Linkami l’immagine'' è il titolo della prima silloge edita di De Falco, vincitrice del concorso Pubblica con noi della casa editrice Fara. Fedele all’imperativo delle origini, De Falco prosegue nella sua ricerca di nessi e connessioni, presentando immagini che si susseguono e accavallano, legandosi le une alle altre in un tessuto che ci si cuce addosso come una seconda pelle, che riconosciamo, avvertiamo familiare e al contempo estraneo, come spesso è della realtà di tutti i giorni. ''Italian Day'' è un discorso che pare potersi riverberare e ampliare all’infinito, con sempre nuovi link, a sempre nuovi squarci sulla realtà. Ogni singola immagine è connessa alle altre che formano il tessuto all’apparenza casuale delle connessioni, e ogni immagine si staglia nel flusso in forma a se stante, rimandando a una serie composita di altre infinite possibili rappresentazioni presenti nel nostro immaginario.
[...]

dalla prefazione di Chiara De Luca



Mattino

Enrico è già rientrato da un pezzo
quando la solita sveglia comincia
a strillare, racchiare le orecchie
ancora il riflesso negli occhi
di donne che scorrono nel monitor
indifferentemente grigio
sulla battigia del dormiveglia è questo
non l’eco di un sogno nutrito
dalle autostrade veloci dei bit.
Marco s’appresta alla prima
mattinata, la colazione sul tavolone
di marmo a base di latte caldo
e biscotti, e ripensa gli han detto
che Chiara è una mistica. Perché
ti ostini coi succhi gastrici? Rapporto
tra uova e nutella. Ti svegli arancioni
bolle olio verde pulcino appannato. La finestra
poco interessata raccoglie il via vai
dei mezzi di trasporto, i rumori
che si condensano sugli infissi come schiume
che non puliscono, si rassodano e screpolano
sulle pareti schiuse. Il metro che vibra
ogni pochi minuti conduce gradi
di relazione, fa vicina
ogni persona, ma non è mai il caso
di mettersi a sperimentare. Mario
non la conosce ma c’è così tanta gente
in televisione che tutte quelle signore lì
c’avevano almeno un un po’ celebre
parente, un nipote tronista o quantomeno
la figlia della vicina era velina in qualche
programmino della tv del quartiere. Persino
un avvocato una volta intervenne
perché un suo cugino di secondo grado
aveva vinto al quizshow. L’amico
di un amico, un conoscente, lui conosceva
solo un operaio che un giorno
lo inquadrarono incatenato davanti
i cancelli d’un fabbricato. E l’ex
fidanzata di un suo amico che l’aveva
caricata su YouTube e per un lampo
era finita nella top dei video
più stellati, ma c’aveva ‘na vergogna
anche a dirle ste due cose quando
in giro si parla dei famosi e si riempie
il convoglio, il caos manovrato
s’avvinghia e rigira
su tutti compressi nei sette passi
di imperfezione, la calza
smagliata, la tasca col buco,
un’unghia piegata, il segno a mare
del reggiseno, quel tatuaggio
venuto un po’ storto, la tetta
un po’ sgonfia, il naso rotto. Vedi
popolari casamenti dal cemento vivo
facciate trasudano e segni anneriti, persone
s’infilano agli ingressi di grossi palazzi,
l’arco monumentale, finto tale, di una scuola superiore,
indossi un filo interdentale micidiale
rosso, un po’ tridimensionale, spesso,
Federico il professore, l’ombelico
che non vuol vedere, le gonnelle
discinte, i top neri con i brillantini
versi le strilla i perizomi le kappa
schiaffeggiati il terrore di dire
stupidaggini e di essere ripreso il preside
che osserva di traverso, la studentessa che fa
gli occhiolini e gli occhi dolci
della prima della classe che trascrive
poesie alla lavagna. Si chiede
se questi son gli stessi che contatta
nelle chat e non gli vogliono parlare.
Solo i ragazzi del bar sorridono
sempre, negli ascensori su e giù per le city
dei nuovi centri direzionali, gli edifici
commissionati agli archistar mentre apre
la porta dello studio Maria trova
questi uomini così distratti. Al massimo
durano 2-3 mezzi giorni. A lei non manca
niente: lavoro, casa e fine
settimana al mare. La cena
la palestra e l’ucraina
tutti i giorni e niente grasso, quattro-
cinque libri l’anno, il cinema o la disco, se proprio
ce la porti anche al teatro. Non è certo
una modella ma veste così bene mentre paga
il caffè doppio s’affaccia alla finestra
enorme del piccolo grattacielo guarda giù
tra i videomaker di insulsi clip
da neomelodici e le commesse
che puliscono vetrine Elsa la saracinesca
prima che la padrona guardi male sistema
gli oggettini sul lato della strada dove il piccolo
Gino l’aria frizzante di primavera guida
sul marciapiede, ama, tirare calci al pallone
e vederlo volare, più in alto che può.

[...]

Carmine De Falco, da Italian Day, Kolibris, Bologna, maggio 2009


« indietro
Quantita'