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Camäleon
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Sabina Naef, vertigine lieve
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Prezzo: 12.00 eu
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Collana Camäleon – Poesia svizzera contemporanea SABINA NAEF, vertigine lieve ISBN: 978-88-96263-17-4 pp. 140, € 12,00
La materia autobiografica di Sabina Naef non si presenta mai come semplice vissuto: prende invece la forma di un immagine della memoria, diventa un racconto estremamente filtrato dal soggetto o – come nel caso di vertigine lieve – diviene un prodotto soggettivo (e suggestivo) che dalla memoria porta al sogno. È Sigmund Freud che a proposito del sogno dichiara: «tutto il materiale che costituisce il contenuto di un sogno è in qualche modo derivato dall’esperienza, ovvero è stato riprodotto o ricordato nel sogno». Il materiale/sogno che Sabina Naef qui trasforma in poesia (articolando un percorso in 4 sezioni direttamente connesse) si sviluppa in due linee guida aventi lo stesso peso specifico: nella prima sono racchiusi tutti i ricordi che forniscono informazioni sulla struttura del labirinto/mondo ove l’autrice agisce e dove gli attori “comprimari” – che nella poesia appaiono per più ruoli o identità (persone, luoghi) – sono coinvolti; nella seconda emerge il lato più personale, il carattere privato e affettivo per mezzo del quale la Naef ci mette non solo in comunione con la grafia delle diverse identità (non ultima la propria, quasi sempre in primo piano) ma con l’intimità dei caratteri stessi che svolgono il compito di trasformare, divenendo metafore. Il risultato è una scrittura densa, epigrammatica, una incisività aforistica e gnomica che pur condensando una varietà di toni, registri o prosodie, risuona di una coesione non di rado ironica. Ancora: un sottotono rimandato con costanza è una vulnerabilità che viene esposta, oltre che con una apparente leggerezza espressiva, anche con una arguzia non di rado filosofico/concettuale, accettando (o meglio: sottolineando) il paradosso se non anche il grottesco, entrambi tesi però a manifestare una ferma coscienza di stato, luogo e morale. [...]
dalla prefazione di Fabiano Alborghetti
Leggere le poesie di Sabina Naef significa entrare, senza bussola, in una foresta oscura o una città dimenticata. A ogni svolta ci attendono in agguato segreti della mente e del cuore: un grido, un tocco lieve, o una trappola per lupi. Il lavoro di questa poetessa fissa la nostra attenzione interiore, porgendoci modi nuovi di vedere il mondo, ed è questo che le fa onore/ed è per questo che dobbiamo celebrarla.
Anthony Lawrence, Berlino 2003
beschattete den Sommer unter einem großen Strohhut ohne deine Augen hat die Weltkugel einen blinden Fleck nimmt keine Notiz von meinen Ohrläppchen
ombreggiavo l’estate sotto un ampio cappello di paglia senza i tuoi occhi il globo terrestre ha una macchia cieca non fa caso ai miei lobi.
leichter Schwindel sie schließt die Augen wie ein Seemann im Platzregen im Wetterleuchten in einer Rauchpause
vertigine lieve lei chiude gli occhi come un marinaio nell’acquazzone nel lampeggiamento in una pausa sigaretta
du verlierst dich an jeder Straßenecke an den Wind, an eine Wolke, ans Leben Achtung: frisch gestrichen dein Herz steht sperrangelweit offen keine Zeit, deine Knochen zu zählen
ti perdi a ogni angolo di strada nel vento, in una nube, nella vita Attenzione: vernice fresca il tuo cuore sta tutto spalancato per contarti le ossa non c’è tempo
Laub fällt in meine Handtasche wenn das Schiff verschwunden ist kommen die Wellen wenn das Gedicht anhalten würde könnte ich einsteigen den See zusammenfalten und losfahren
fogliame mi cade nella borsetta quando la nave è svanita vengono le onde se la poesia si fermasse potrei salire ripiegare il lago e salpare
Toilette eines Cafés
auf dem weißen Lavabo ein schwarzer Spazierstock als hätte jemand plötzlich das Gehen verlernt
Toilette di un bar
sul lavabo bianco un bastone nero da passeggio come se qualcuno a un tratto avesse disimparato a camminare
bei Fensterwetter schrumpft die Welt zum Daumenkino eine Leuchtreklame blinkt ins Zimmer ich schließe dem Tag die Augen
quando il tempo fuori è canto di sirena il mondo si contrae a un flip book un’insegna luminosa brilla nella stanza chiudo al giorno gli occhi
manchmal fallen Wörter aus den Fenstern oder es regnet in den Büchern dann tagelang nichts - und immer beim Aufwachen die Frage wie Schlaf riecht
dalle finestre a volte cadono parole oppure dentro ai libri piove poi nulla per più giorni – e sempre al risveglio la domanda di cosa odori il sonno
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