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Camäleon
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Julian Burri, Se solamente
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Prezzo: 12.00 eu
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Collana Camäleon – Poesia svizzera contemporanea JULIEN BURRI, Se solamente Traduzione di Andrea Breda Minello ISBN: 978-88-96263-19-8 pp. 112, € 12,00
''La scelta di tradurre Julien Burri, giovane autore di Losanna, nasce proprio da qui, dal sentirsi a casa, nel riconoscere un pensiero comune, che tende a rendere meno soli e più vicini alla verità della parola, che incide la cosa in sé, la incista e ferma nel momento stesso in cui svanisce. Ho conosciuto per caso Burri a Pordenonelegge, vari anni fa e a distanza di tempo l’opionione che ne ebbi si è rinsaldata, perché ci troviamo di fronte a un poeta che sa la forza e l’urto del dire, che rinfrange in noi con la secchezza e la precisione chirurgica del dolore. In Burri non vi sono rindondanze né tecnicismi, perché Burri è un uomo che affronta a mani nude, con minime essenze i sentimenti.Se solamente è un’opera suddivisa in sei momenti di un’espiazione laica, stabilita da un soliloquio svolto in memoriam di un figlio verso un padre, rievocato e rivissuto in fermoimmagini, che appaiono simili a fuochi di sant’elmo, come intermittenze. In francese la parola esatta sarebbe èblouissement, bagliore, lume, che dà statuto e dignità alta al lutto e in tutto ciò la scrittura diviene rielaborazione, tappa esistenziale di uno strappo, del suo percorso. Françoise Matthey nella quarta di copertina sottolinea come i testi “accolgano i movimenti che fanno e sfanno i lampi, i frammenti di un universo intimo''. Un mondo intimo, privato, un confronto a due voci, che si fondono e trovano nella notte, nel paesaggio nitido dell’infanzia prima e della malattia poi il loro essere e la dignità dell’uomo, che si manifesta nell’accettare la vita dell’altro qualunque essa sia, nominando senza remore le cose come si presentano, non celando nulla, esibendo la perdita prossima, ventura e ripartendo da essa.''
dalla prefazione di Andrea Breda Minello
IV
DAL TRENO
Il freddo si spiega come un lenzuolo.
Stringere la gabbia toracica,
assicurarsi che tenga.
Mancano le tue mani
per annodare il giorno e la notte.
Le case sono blocchi ciechi,
grumi senza elasticità.
Un folle ha aggrovigliato la città.
Il corpo, i pensieri, adottano la sua forma
per mimetismo.
*
La brina si deposita sugli alberi,
le barriere e i fili elettrici,
crescita di cristalli diretta contro il vento .
Sotto il cielo atono
un treno
- rombo grave
compresso
di metallo arrugginito -
*
Cantieri abbandonati
fumi sospesi.
Corvi lanciati come boomerang
nei frutteti inariditi.
Luce flebile.
Ultimi istanti,
per farsi largo
prima della notte.
*
Variazioni di colori di terre attraversate
trattenute tra loro
da sentieri, siepi, canali.
Intorno:
fabbriche,
carcasse,
rotaie inglobate dalla vegetazione.
La luce turchese svanisce negli angoli.
Alberi, fattorie, gru
si delineano
stagliati nell’ombra.
*
Appoggiato alla finestra,
di fronte al crepuscolo che macera
un uomo ha odore di tabacco, di cuoio.
La notte cieca
ingoia i vagoni
agitati dagli scossoni.
Scioglie i muscoli,
il respiro.
*
L’abitacolo sterilizzato s’illumina.
Insetti ammucchiati
formano chiazze
sotto il vetro delle plafoniere.
Agonia lenta del paesaggio,
color acqua e carbone.
Prospettive forzate
scarpate e precipizi.
*
Gli alberi e le case
- rollii -
si riempiono d’ombra,
sprofondano nel paesaggio dissestato.
Il giorno si biforca e si dilegua,
- inclinazione -
Il sangue rifluisce verso il fianco sinistro.
La notte, ventosa ai vetri,
fa resistenza –
si distende sotto choc.
*
Attrito di metallo.
Si avvicina dal fondo.
La pressione deforma i vetri.
Fuori tutto è solo linee orizzontali,
lunghe serpentine bianche.
IV
DEPUIS LE TRAIN
Le froid se déplie comme un drap.
Serrer la cage thoracique,
s’assurer que ça tient.
Manquent tes mains
pour nouer le jour et la nuit.
Le maisons sont des blocs aveugles,
des grumeaux sans liant.
Un fou a emmêlé la ville.
Le corps, les pensées, adoptent sa forme
par mimétisme.
*
Le givre se dépose sur les arbres,
les barrières et le fils électriques,
croissance des cristaux dirigée contre le vent.
Sous le ciel atone
un train
- roulement grave
compressé
de métal rouillé –
*
Chantiers délaissés
fumées suspendues.
Corbeaux lancés comme boomerangs
dans les vergers secs.
Lumière cassante.
Derniers instants,
pour se faufiler
avant la nuit.
*
Changements de couleurs de terres traversées
retenues entre elles
par chemins, haies, canaux.
Autour :
usines,
carcasses,
rails digérés par la végétation.
La lumière turquoise disparaît dans les coins.
Arbres, fermes, grues
se dessinent
découpés dans l’ombre.
*
Accoudé à la fenêtre
devant le couchant qui rouit
un homme à l’odeur de tabac, de cuir.
La nuit aveugle
avale les wagons
agités de soubresauts.
Dissout les muscles,
le souffle.
*
L’habitacle aseptisé s’illumine.
Des insectes amoncelés
forment des taches
sous le verre des plafonniers.
Agonie lente du paysage,
couleur charbon et eau.
Perspectives outrées
talus et précipices.
*
Les arbres et les maisons
- roulis -
se remplissent d’ombre,
sombrent dans le paysage défoncé.
Le jour bifurque et s’éloigne.
- inclinaison-
Le sang reflue vers le côté gauche.
La nuit ventouse aux vitres
fait résistance –
s’étire sous le choc.
*
Froissement de métal.
On approche du fond.
La pression déforme les vitres.
Dehors tout n’est que lignes horizontales,
longs serpentins blancs.
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